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Allegoria della semina

Allegoria della semina, 1940
Olio su carta, 30,5 x 19 cm
Firmato in basso a destra: “Cagli”
Roma, collezione privata

Quest’enigma sacromagico rapporta il seminatore all’aratro, ma poi il mistero s’infittisce e a noi non è dato di chiarire chi tiene le ruote delle opere ed i giorni della metafora che riconosce, nel seme che muore e si rigenera moltiplicandosi, la perennità della vita nelle stagioni. Nella memoria scolastica tornano i validi garzoni, i buoi dalla pacata faccia, il solco aperto alla seminagione, eseguita con ampio gesto delle braccia. In quel tempo sacro i voti per un raccolto opulento si elevano al cielo in solenne preghiera.
Nell’allegoria di Cagli c’è un’attenta lettura dei miti, che assimilano il senso della semina alla morte per la rinascita e non a caso chi semina la vita ha accanto la morte che sparge i suoi semi. Non dimentichiamo che il campo di croci dipinto da Mondrian ha un titolo eloquente: I più e i meno. Quei segni che appaiono positivi, in realtà, identificano una sottrazione, ma a questa constatazione Cagli oppone un’altra visione del mondo: la terra è l’uomo, tutti gli animali sono l’uomo, l’universo delle opere umane appartiene all’uomo che è anche la sua tecnologia, i suoi strumenti. Altro non sono, infatti, che estensioni delle sue possibilità fisiche e rispondono ad un pensiero che di ogni strumento si avvale per ogni particolare realizzazione. Nell’allegoria i buoi sono uomini che dell’animale hanno le caratteristiche corna e la coda. L’aratro è umanizzato e le ruote altro non sono che il senso del principio della civiltà.
In una visione panica del mondo l’universo pensante si ritrova nel filo d’erba e nella mente dello scienziato come dell’artista. Resta il mistero della morte e della rigenerazione attraverso la macerazione e la putrefazione. L’universo pensa, l’universo ragiona, non a caso i due uomini-buoi sono intenti al lavoro, ma sanno anche guardare il cielo, mentre conversano. Non va sottovalutata l’osservazione che identifica nel bianco della luce l’impegno alla semina, mentre invece l’idea della morte, che vede il seme accolto sono la terra, esige il nero, il buio, l’altro aspetto della esistenza sotterranea nella quale si moltiplicano, rigenerati, i chicchi di grano. Nei misteri eleusini la contemplazione di un solo chicco esigeva l’assoluto silenzio dei fedeli.

( Cagli nel centenario della nascita, a cura di A. Calabrese. )

Corrado Cagli

Tra gli Artisti più importanti del '900 italiano (Ancona 1910 - Roma 1976). Formatosi a Roma, soggiornò a lungo a Parigi e a New York. Partecipò attivamente al movimento pittorico moderno, sperimentando tutte le tecniche pittoriche, compreso l'encausto e il mosaico, dapprima nell'ambito della "scuola romana", poi attraverso sottili ricerche formali di una prospettiva quattrocentesca, fino a giungere a composizioni astratte. Si orientò poi verso motivi realistici per tornare quindi a una ricerca di ritmi spaziali e geometrici. Notevole la sua attività grafica e il suo impegno nell'arte monumentale e applicata che lo condusse a importanti realizzazioni di sculture, ceramiche, arazzi e scenografie teatrali, costumi illustrazioni e molto altro...

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