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Concavi e Convessi

Concavi e convessi, 1960
Olio su carta intelata, 150 x 180 cm
Firmato in basso a sinistra: “Cagli, 50”
Roma, collezione privata

Tra il 1958 e il 1959 Cagli lavora al ciclo delle Carte – su cui tornerà poi brevemente nel 1964 –, esposte la prima volta nel 1958 alla Galleria Il Segno di Roma e successivamente in diverse occasioni: nel 1959, alla VIII Quadriennale romana, alla V Biennale di San Paolo e nelle personali, alla Galleria Galatea di Torino e alla Galleria Blu di Milano, nel 1960, nella personale alla Galleria Pagani del Grattacielo, a Milano, nel 1961, al Quadrante di Firenze, e ancora nel 1962, alla Galleria Alfa di Venezia. Con questa serie Cagli prosegue la riflessione e sperimentazione di linguaggi e tecniche diverse, questa volta proponendo una meditazione sulla dialettica materia-immagine. Attraverso un procedimento tecnico che si fonda sulla polverizzazione ad aerografo del colore, Cagli arriva a risultati originali e stupefacenti: crea un effetto illusorio, ossia la simulazione delle immagini mediante la pittura: “Carte segnate dall’ emergere di un ‘senso di figura’, ‘oggetto fantasma’ che preme sulla materia pellicolare imprimendo nelle pieghe i segni del suo affiorare. In queste opere la materia perde il suo carattere di assolutezza, caro alla corrente informale, divenendo parte di un insieme, materia che presenta la sua natura organica ‘nelle pieghe, che rispettano e segnano misteriosamente, casualmente, le fibre del tessuto come le leggi di una deteriore cristallizzazione […] L’andamento delle pieghe si rivela spesso come non preordinato, come emesso, generato dallo stesso essere della materia e tale da darci le vertigini di un affacciamento su un universo altro’; ma anche materia che possiede un carattere ‘artificiale’ infatti ‘talora reca pesanti tracce del passaggio dell’uomo, della sua mano, dei suoi gesti, dei segni che egli vi imprime, del pugno che afferra, che increspa e accartoccia, che abbandona questo relitto di mondo al suo povero destino’” (E. Migliorini, Galleria Quadrante, Firenze 1961). Così procedendo, Cagli sottolinea la trasformazione dell’esperienza materia in immagine e la qualità mentale di quest’ultima. Estremamente sensibile il commento reso dalla scrittrice Elsa Morante alla prima esposizione alla Galleria Il Segno: “Cagli è di quei poeti per cui l’arte è un mezzo di sconfinata esplorazione, e possiede tutti i doni necessari per questa meravigliosa ricerca. Stavolta, egli sembra avere scoperto un nuovo regno della natura, una materia di qualità rara e sconosciuta, che, pure, di volta in volta, sulle diverse tele, ci fa partecipi di una propria segreta parentela coi diversi elementi terrestri.
Qui è minerale, ha i risalti delle pietre dure, o addirittura ripete i risultati della magia, quando il metallo, attraverso la serie dei colori, passa dal nero all’oro. Qui ha la scabrosità calda e drammatica di una scorza vegetale, altrove è trasparente, cangiante come l’aria. E spesso, poi, dentro la sua sostanza, come le venature sibilline delle foglie, porta scritte delle storie, delle figure o delle profezie.
In ogni quadro si ritrova simile qualità di elemento unico, reale e naturale (e in tal senso, questa pittura mi sembra la meno astratta che esista), e ad ogni quadro, risponde l’emozione naturale, inesprimibile della vita e della poesia” (giudizio riportato da A. Chiesa, Tutti toccano con le mani i quadri di Corrado Cagli, in “Paese Sera” 15-16 dicembre 1958).

( Cagli, catalogo della mostra, Ancona, 12 febbraio – 4 giugno 2006, a cura di F. Benzi. )

Corrado Cagli

Tra gli Artisti più importanti del '900 italiano (Ancona 1910 - Roma 1976). Formatosi a Roma, soggiornò a lungo a Parigi e a New York. Partecipò attivamente al movimento pittorico moderno, sperimentando tutte le tecniche pittoriche, compreso l'encausto e il mosaico, dapprima nell'ambito della "scuola romana", poi attraverso sottili ricerche formali di una prospettiva quattrocentesca, fino a giungere a composizioni astratte. Si orientò poi verso motivi realistici per tornare quindi a una ricerca di ritmi spaziali e geometrici. Notevole la sua attività grafica e il suo impegno nell'arte monumentale e applicata che lo condusse a importanti realizzazioni di sculture, ceramiche, arazzi e scenografie teatrali, costumi illustrazioni e molto altro...

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